Oggi sono davvero elegante. Ben vestita e curata. Un completo grigio, giacca e gonna, ravvivato da un top di seta. La collana di perle, discreta, ma preziosa conferisce al volto una luce unica. E’ una giornata decisiva. In riunione con i clienti più importanti dello studio, per il rinnovo dei contratti.

Proprio ieri sera ho comprato un paio di chanel nere con tacco altissimo, in modo da slanciare la mia caviglia sottile. Un sottile braccialettino in oro bianco avvolge la caviglia sinistra. Simbolo del mio essere meravigliosamente schiava del mio sogno lontano.

Entro in sala riunioni in orario perfetto, dove mi attendono i consulenti finanziari. Tutti in abito grigio, tutti ordinati, eleganti, noiosamente perfetti. Mi osservano, mi ammirano. So di piacere. So di essere bella e brava. So di suscitare l’invidia delle colleghe e la spregiudicata ammirazione degli uomini. Accompagnata dal mio datore di lavoro, diamo inizio alla riunione. Mi siedo, accavallo le gambe avvolte da calze nere sottilissime, trasparenti ed impalpabili, lasciando che la gonna stretta salga lungo le cosce. Avverto su di me gli sguardi dei presenti. Li sento scendere dagli occhi ai seni, fasciati morbidamente dalla seta color crema e ancora più giù, fino all’orlo della gonna…fino al pizzo delle autoreggenti che si intravede appena.

Il lavoro procede favorevolmente per lo studio, nonostante la lunghezza degli interventi e le argomentazioni esageratamente noiose. Ogni tanto cambio posizione, godendo tra me della piccola distrazione che offro all’esiguo pubblico. Mi accorgo della difficoltà di alcuni a non distogliere lo sguardo dall’oratore di turno, per posarlo invece dove vorrebbe: tra le mie gambe scoperte, tra i miei seni morbidi, magari tra il solco profondo ben visibile dalla scollatura.

Squilla il telefono interno. Mi alzo a rispondere. Sento gli occhi seguirmi, poggiarsi sul fondoschiena avvolto nella gonna aderente. La segretaria mi avvisa che hanno appena recapitato un pacco per me. Non so di che si tratti, ma la curiosità è femmina. Mi scuso e mi assento per qualche minuto.

Alla reception la segretaria mi consegna un piccolo pacchetto. Non c’è mittente. Nulla che riveli la provenienza né il contenuto. Incrocio il suo sguardo incuriosito, in attesa di qualche spiegazione, che non le concedo, ma il mio sorriso è già una risposta. Corro nel mio ufficio, chiudo la porta dietro di me, scartando il regalo, quasi mi scottasse in mano. Mi sento pervasa da una strana eccitazione. So chi mi fa queste sorprese, ma l’attesa di scoprire di cosa si tratti questa volte è pazzesca. Quasi a prolungare la sofferenza, rimuovo delicatamente ogni pezzetto di carta, di scotch a protezione dell’involucro. Voglio che si riveli piano piano. Sollevo il coperchio lasciando che un meraviglioso perizoma nero si materializzi davanti a me. A forma di farfalla, trasparente, tempestato di perline. Un biglietto “ti voglio così”. Mi sento sua, completamente. Ogni suo desiderio è la mia voglia di realizzarlo. So che mi aspettano in sala riunioni, ma l’eccitazione è incontrollabile. Sollevo la gonna, scoprendo le autoreggenti nere. Sfilo gli slip, indossando velocemente questo sogno. Solo un triangolino trasparente veste il pube, lasciando scoperto il resto. Così depilata, tra i due lembi del perizoma, che corrono tra le mie cosce, spunta il clitoride. Bagnato e sporgente. Un fiore da cogliere. Sistemo i bordi del perizoma, fino ad inserirle tra le natiche. Mi osservo, eccitandomi da sola.

Squilla il cellulare e mi coglie così: la gonna sollevata, il perizoma a rivelare la mia voglia incredibile di appartenergli, le gambe fasciate nelle autoreggenti nere su tacchi altissimi. Vorrei che fosse qui davanti a me, in ginocchio. Basterebbe poggiarsi appena sulla scrivania per regalargli la mia passione più sfrenata. Lo sentirei succhiare meravigliosamente il mio bocciolo, infilare la lingua dentro di me, senza spostare nemmeno lo slip. Godrei nel sentirlo bere il mio infinito desiderio. Invece è al telefono. Mi chiede se l’ho indossato, mi ordina di toccarmi, ben sapendo che la mia mano già scorre lungo il mio desiderio. Tuffo le dita in un oceano di eccitazione, le ritraggo e le assaggio, rumorosamente affinché senta il gusto attraverso un telefono; affinché goda con me del sapore dolce e intenso che sgorga copioso.

Toccati, spalmati il tuo liquido caldo dappertutto, apri la gambe. Ti voglio bagnata di te, dappertutto. Spingi le tue dita dietro. Ed io ascolto. Ubbidisco e mi eccito ancora di più. Sapere che mi aspettano, mentre seminuda godo sulla mia scrivania. Trovo ogni mio anfratto bagnato ed allargato. Le mie dita scorrono dentro di me. So che anche lui si tocca. Lo sento dal respiro. Sento che le parole gli vengono meno. Sento che accelera il respiro. Avverte il mio ansimare, crescere vorticosamente in un desiderio di esplodere insieme. Ogni orgasmo è così. Intenso da togliere il fiato. Ma ancora non ha finito. Sento il mio piacere scivolarmi lungo le cosce….bagnare il perizoma prezioso. Ora sfilatelo, mi dice. Impacchettalo e spediscimi il tuo odore di femmina. Voglio annusare tutto il tuo profumo di donna. Voglio che tu sia mia, completamente mia.

Ogni volta aspetto solo di sentire un ordine nuovo. Così mi sento viva.

Esco dall’ufficio, con un sorriso diverso. Mi avvicino alla reception con il pacchetto di prima. Lascio l’incarico di farlo recapitare al destinatario impresso sull’etichetta.

Incrocio di nuovo lo sguardo della centralinista curiosa.

Potrà mai immaginare? E, soddisfatta, mi dirigo verso la sala riunioni, annusandomi le dita, lasciando che ad ogni passo la sensazione di bagnato che ho tra le cosce mi ricordino di chi sono la schiava.

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